L’Onu alle crociate alimentari

•18 luglio 2018 • Lascia un commento

L’Onu vorrebbe che si imponga una tassa del 20% su diversi prodotti alimentari quali olio, grana, parmigiano e prosciutto. Questi sarebbero, a detta degli esperti delle Nazioni Unite, cibi salati e nocivi. Per questi luminari sarebbero meglio i prodotti creati in laboratorio, le lavorazioni industriali e gli integratori. Secondo l’Onu, i prodotti alimentari in questione sarebbero da mettere al bando perché troppo salati, non salubri e pericolosi per la collettività. Questi cibi sarebbero quindi da etichettare, come le sigarette, con un marchio del tipo: “Nuoce gravemente alla salute”.

Ora è chiaro, l’Onu nuoce gravemente alla salute mentale, ecco le prime conseguenze. Ci cibiamo da secoli con questi alimenti, il nostro olio è tra i migliori al mondo, i nostri formaggi trovano il gradimento ovunque e idem i nostri salumi. Qui in Sardegna abbiamo un rapporto confidenziale con la longevità e le nostre produzioni alimentari sono super ricercate. Cara Onu, sai che ti dico? Se le cose stanno così, credo che parlare di alimentazione e salute non sia il tuo forte. Quindi, noi continuiamo a cibarci a modo nostro… tu fai ciò che vuoi. Mangia prodotti sintetici, formaggi senza latte, olio chimico, salumi senza carne… buon pro ti faccia.

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Della morte del piccolo Alfie.

•28 aprile 2018 • Lascia un commento

Credo che la morte (omicidio) del piccolo Alfie debba far riflettere profondamente la società degli uomini, una società che assomiglia sempre più ad una società per azioni e sempre meno ad una comunità. Una società in cui poveri e malati sono costi e non fratelli sfortunati, una società in cui si guarda con disprezzo agli ultimi se non possono procurare facile arricchimento per i soliti speculatori. Una società che delega ad un giudice il potere di vita o di morte su un bimbo di pochi mesi perchè i protocolli medici dicono che non potrà avere una vita normale. Normale per chi? In base a quali parametri? Come se il vivere non sià di per sè una cosa normale. Episodi come questo fanno emergere tutte le contraddizioni di una società alla deriva, una società senza più senso di appartenenza, una serie di numeri scritti a matita sul foglio della vita e, facilmente, cancellabili a seconda della convenienza. Una società che si schiera in difesa di Caino e che poi, spesso, ne segue l’esempio sacrificando Abele. Il piccolo Alfie era un numero, un numero difettoso che andava eliminato perchè il suo vivere avrebbe potuto comportare costi ulteriori per il sistema sanitario. Ecco, a questa visione della società non ci sto, non ci posso stare perchè, altrimenti, avevano ragione gli Spartani quando buttavano giù dalla rupe gli infermi e gli storpi. Son passati millenni da allora ma, dopo tante peripezie, siamo tornati a quel punto. E così mi chiedo: a cosa è servito versare tanto sangue, tanti secoli di “evoluzione” anche cruenta per cosa? Per stabilire che la soluzione per infermi, malati, anziani e elementi non funzionali al sistema e alla sua economia è la morte? Mi dispiace ma non posso accettare questa visione. Addio piccolo Alfie, spero che la tua morte porti un po’ di luce in questo mondo sempre più egoista, individualista, avido e sempre meno propenso alla solidarietà (se non quella che fa comodo) e all’altruismo. Buona riflessione!

Intervento sul “porta a porta”.

•26 aprile 2018 • Lascia un commento

Consiglio Comunale di Cagliari Intervento nel dibattito sul servizio raccolta rifiuti adottato da una maggioranza con poca immaginazione e con la complicità di una Giunta Regionale di identico colore e modo di pensare. Praticamente violenza verso i cittadini in concorso… ma passerà anche questa…

Intervento dibattito

Percezioni

•11 aprile 2018 • Lascia un commento

#percezioni #sicurezza #statistica

Mario Rossi è un bravo cittadino onesto e rispettoso delle leggi. Vive in Italia e sa che i furti delle auto sono una vera piaga. Ne vengono rubate più di 100.000 all’anno. Hans Foster è un bravo cittadino onesto e rispettoso delle leggi. Vive in Austria e sa che i furti d’auto sono un problema. Ne vengono rubate 3.300 all’anno. Fatte le proporzioni con il numero di abitanti Mario in Italia ha una probabilità quattro volte superiore che gli venga rubata un’auto rispetto ad Hans in Austria. Mario percepisce l’attualità del problema dei furti d’auto più che Hans. Mario e Hans non hanno problemi di percezione perché comprendono ed elaborano ciò che li circonda. Quindi smettetela di parlarci di problemi di “percezione” come se fossimo diventati tutti all’improvviso cretini. Grazie. PS: il parco auto circolante in Austria è di gran lunga più ricco di quello italiano. Lo percepisco dal numero di porsche che vedo ogni giorno girare! Ma questa è una percezione…

Pasqua 2018

•31 marzo 2018 • Lascia un commento

Miei cari,ecco il mio augurio: cercate di vincere ogni tristezza, di voler bene a chi è con voi, di stupirvi della vita.

Raccolta differenziata: Cagliaritani condannati alla ‘damnatio ad metalla dell’aliga’ (Pierluigi Mannino)

•20 marzo 2018 • Lascia un commento

Più si avvicina il momento è più l’amministrazione Zedda intensifica gli incontri con i cittadini per spiegare pregi e difetti del metodo di raccolta differenziata prescelto. E più si intensificano gli incontri e più particolari emergono tanto che iniziano le prime preoccupazioni e i malumori dei cittadini.

Emerge che i cittadini dovranno ospitare nelle loro case una serie di mastelli da depositare sui marciapiedi prospicienti la propria abitazione in determinate fasce orarie o, se residenti in condomini con più di 9 abitazioni, da svuotare nei più capienti bidoni condominiali. Bidoni che dovranno essere, di volta in volta, portati fuori dallo stabile o posizionati in appositi alloggiamenti fatti realizzare dall’amministratore a spese dei condomini, iter burocratico incluso con annessi e connessi, e facilmente raggiungibili dagli incaricati della raccolta. Quindi, ad una già costosa tariffa si aggiungono nuovi costi per gli eventuali lavori murari e per i sicuri interventi di pulizia e sanificazione dei bidoni.

Detto ciò, siamo certi che il sistema prescelto sia il migliore e l’unico possibile? Ritengo che quello prescelto sia un sistema arcaico, superato e irrispettoso del cittadino. Un sistema che costringe i cittadini a pagare una tariffa esagerata per un servizio che li costringe a lavorare per l’Amministrazione comunale e che li espone ad un regime sanzionatorio iniquo. Purtroppo, come fatto notare in più occasioni in Consiglio comunale, ha prevalso la visione che pone il cittadino al servizio dell’amministrazione e non quella, più in linea con un regime democratico, dell’amministrazione al servizio del cittadino. Eppure, un altro mondo è possibile se solo si sfruttassero le tecnologie più avanzate. In altre realtà, Italia compresa, la differenziazione dei rifiuti viene fatta da macchinari all’interno di appositi impianti che non creano disagio a ciò che li circonda. Ad esempio, in molti distretti londinesi la raccolta viene fatta senza obbligo di separazione in quanto la stessa avviene in un impianto che è costato meno di 10 milioni di euro e che dà lavoro ad un centinaio di persone e un impianto simile esiste anche a Granarolo dell’Emilia. Con questo tipo di impianto si riesce a raggiungere livelli di riciclaggio prossime al 100% alimentando così il mercato delle materie prime secondarie (materiali che vivono una nuova giovinezza grazie all’azione di recupero) ed un indotto creato dalle aziende che le usano.

Questo è, semplificando, il cardine dell’economia circolare, niente si crea, niente si distrugge ma tutto si trasforma. Gli scarti di lavorazione vengono trattati e trasformati in nuova materia prima, che viene reintrodotta nel ciclo produttivo con un notevole risparmio sia in termini di costi, che in termini di sfruttamento delle risorse naturali. Questa dovrebbe essere la filosofia di fondo di un buon sistema economico e quindi del trattamento dei rifiuti, trattamento che non solo non grava sulle spalle dei cittadini, ma che è in grado di generare utili spendibili dagli enti per abbattere i costi della gestione dei rifiuti. Quindi, pur sapendo che si sarebbero potute percorrere altre strade, inclusa quella del dare corpo ad appalti per lotti funzionali autonomi al fine di stimolare la partecipazione delle piccole e medie imprese locali, l’amministrazione Zedda ha preferito il sistema più gravoso per i cittadini, ha dato vita ad un mega appalto di sette anni dal costo esorbitante.

Come ribadito nelle opportune sedi e nei convegni organizzati sul tema, avrei scelto altre strade: appalti frazionati; mantenimento ancora per qualche anno del sistema vigente con alcuni correttivi, ad esempio la realizzazione di un numero considerevole di isole ecologiche fisse e mobili e l’utilizzo dei cassonetti intelligenti; investimento per la realizzazione di un impianto per la separazione dei rifiuti per giungere ad una raccolta divisa per due tipologie di rifiuto (organica e non); incentivazione di investimenti produttivi per il trattamento delle materie prime secondarie; e magari, di un impianto di termovalorizzazione per ciò che non si può recuperare. Forse questo è un sistema poco gradito a chi è abituato a fissare il dito che indica la luna. A giugno dovrebbe entrare a regime il sistema scelto dall’Amministrazione di centrosinistra, i Cagliaritani inizieranno a scontare la condanna, la ‘damnatio ad metalla dell’aliga’ e vedremo come andrà a finire. Mala tempora

Pierluigi Mannino – Consigliere comunale del gruppo #Cagliari16

(admaioramedia.it)

Per alternativa al centrosinistra un equipaggio affiatato e un capitano scelto per competenze

•4 febbraio 2017 • Lascia un commento


Una domenica pomeriggio, la pioggia e il tempo a disposizione consentono di fermarsi a riflettere e immaginare cosa potrebbe essere il futuro. Nello specifico il futuro di questa Regione sommersa non solo da neve e acqua ma da un numero infinito di problemi: disoccupazione, economia allo stremo, tensioni sociali, fame e chi più ne ha più ne metta. Un quadro veramente desolante che non porta certo piacevoli pensieri ma che non sembra scalfire la superficialità di chi è, ora, chiamato al governo della Sardegna.

‎La Regione sembra un natante in balia delle onde con un equipaggio che sembra navigare a vista. Di tanto in tanto qualcuno urla “terra, terra” ma all’orizzonte non si avvistano approdi sicuri. Giusto qualche scoglio che incrina un po’ alla volta uno scafo decisamente fragile. Il naufragio è all’orizzonte e le forze politiche, almeno quelle alternative all’attuale, hanno l’obbligo morale di dare corpo ad uno schieramento credibile e con un programma di governo semplice e realizzabile. Semplice in quanto, spesso, con la semplicità si riesce a dare risposte a problemi che paiono insormontabili e realizzabile in quanto non deve trattarsi del solito programma, copia e incolla, buono per tutte le stagioni ma, di fatto, poco concreto e irrealizzabile.

Lo schieramento alternativo si deve costruire intorno al programma, senza preclusioni ed aprendo a tutte quelle forze, più o meno consistenti, che non si riconoscono negli attuali partiti. Un programma di pochi punti concreti ed immediatamente realizzabili che metta al centro della scena il cittadino con le sue esigenze e la valorizzazione del patrimonio.
Patrimonio: completamento del censimento e realizzazione di programmi di valorizzazione e dismissione (le risorse che si riesce ad incamerare dallo sfruttamento effettivo del patrimonio immobiliare sono risorse che non si devono chiedere ai cittadini); Programmazione: le migliori competenze per tracciare la strada dello sviluppo; Servizi al cittadino: sanità, trasporti, politiche sociali, riorganizzazione e armonizzazione macchina burocratica; Agricoltura e pastorizia: sostegno alle produzioni locali e internazionalizzazione con apertura di nuovi mercati e il consolidamento degli esistenti; Turismo: promozione e rilancio dell’industria turistica puntando sulla qualità e varietà dell’offerta; Impresa: sostegno alle imprese in difficoltà con strumenti finanziari quali il microcredito e il de minimis. Questi pochi punti potrebbero sembrare scontati e non originali ma se affrontati col giusto spirito e le giuste competenze, che prescindono da titoli accademici e appartenenze partitiche, possono finalmente far ripartire questa regione e arginare il fenomeno dell’emigrazione e dell’assistenzialismo che tanto male hanno causato alla Sardegna.
Detto ciò, credo che tutte le forze politiche non di sinistra e non pentastellate possano trovare, partendo dalla prospettiva dell’elettorato, il modo per dar vita ad un equipaggio in grado di condurre in acque più tranquille quel bastimento chiamato Sardegna. Un equipaggio affiatato e un primo ufficiale scelto sulla base delle competenze, della capacità d’ascolto, della propensione al sacrificio e la capacità di mediazione tipica di un leader. Non un capo ma un leader. La differenza è sostanziale.
Per la scelta c’è chi propone le primarie, e qui ci sarebbe da definire al meglio le regole ma occorrerebbe troppo spazio, ma andrebbero bene anche altri metodi, sondaggi o, ancora meglio, un ritorno al dialogo all’interno dei diversi partiti e movimenti e ad una selezione della classe dirigente non basata solo sul principio dell’obbedienza al capo di turno. Intanto, dedichiamoci alla costruzione dell’equipaggio, alla rotta e alle caratteristiche del capitano.
Pierluigi Mannino – Consigliere comunale di Cagliari del gruppo #Cagliari16

Da Ad Maiora Media