Giannino, il “dandy” contro il declino

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E’ iniziata la grande corsa verso gli scranni parlamentari, anomala vista la gran parte degli stessi già assegnata dalle segreterie dei partiti. Rimangono ben poche poltrone da assegnare e il Parlamento somiglia sempre più a un’assemblea condominiale dove vecchi proprietari guardano con sospetto gli ultimi arrivati, quasi fosse una colpa volersi intromettere nella gestione della cosa comune. Per i partiti tradizionali questo è una colpa: ecco spiegato perché fanno quadrato intorno ai propri capi e cercano di contrastare la società civile che si organizza e avanza. Per farlo non badano a spese, tanto paghiamo noi, e cercano, quando possibile, di inglobare chiunque possa rappresentare un pericolo per la loro sopravvivenza.

La politica italiana è camaleontica, i partiti cambiano colore, si rinnovano a modo loro magari proponendo nelle liste, in posizione non certamente eleggibile, giovani uomini e giovani donne quasi a dire che il rinnovamento coincida con l’età anagrafica. Tutte operazioni di facciata realizzate per consentire ai soliti, salvo rare eccezioni, di occupare per altri cinque anni comode posizioni di potere. Un potere sempre più in declino che trascina nei bassifondi le sorti dell’Italia.

Per non parlare poi dei programmi elettorali: ci si trova di tutto, dall’eliminazione delle imposte all’eliminazione del finanziamento ai partiti dal taglio dei parlamentari al conflitto di interessi, dalla riforma della Giustizia alla rivisitazione della Costituzione.Elemento comune a tutti e imperativo categorico comune è un sostantivo maschile: Rinnovamento.

Già, il rinnovamento è quanto si auspicano i contendenti e, in effetti, se lo auspicherebbero anche i cittadini. Perseguirlo e raggiungerlo sarebbe la vera novità.

E’ serio parlare di rinnovamento con promotori già protagonisti della scena politica degli ultimi 30 anni? Possono ergersi ad artefici del rinnovamento e della ripresa coloro che, per buona parte, sono stati la causa della situazione economica attuale? Soprattutto, gli Italiani sono ancora disposti a queste aperture di credito senza garanzia?

Credo che dalle urne arriveranno sorprese che smentiranno sondaggi e sondaggisti. Mi auguro, per il bene del paese, che gli elettori si liberino dalle catene e votino secondo coscienza per coloro che rappresentano la novità. Il nuovo non è, e non può essere, solo Grillo o Ingroia, l’istrione o il magistrato. Il primo a urlare cose, ben poche delle quali condivisibili, il secondo a mostrare il volto duro e spietato della legge.

La vera novità politica è quella rappresentata da chi sfida i colossi con una ricetta semplice e chiara: Fare. Fare per fermare il declino. Il candidato premier Oscar Giannino ha dalla sua delle qualità che in pochi, tra gli altri candidati, possono mostrare. Un personaggio un po’ bizzarro nel vestire ma con una preparazione degna di Pico della Mirandola e un’onestà intellettuale inattaccabile. Fuori dagli schemi e dal sistema che crede che il declino di questo Paese possa e debba essere fermato e scongiurato. Un uomo che, animato dalla forze delle sue idee, si mette in gioco coinvolgendo personaggi quali Luigi Zingales e Michele Boldrin. Figure scomode e accomunate dal fatto che, in contrasto col feudalesimo dominante nella nostra civile società, in particolar modo nelle Università italiane, hanno preferito lasciare l’italico suolo e conquistarsi un posto di rilievo all’estero“Fare per fermare il declino” nasce per ridare speranza a chi crede nel sacrificio come elemento necessario per raggiungere il successo. Niente deve essere regalato o concesso, anzi: tutto deve essere conquistato con lo studio, l’applicazione e la dedizione.

Nelle sue 10 proposte ci sono le chiavi per liberare il Paese dalle catene che lo tengono frenato e che non consentono l’evoluzione e lo sviluppo, non solo economico.

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Quando si parla di riduzione della spesa pubblica, ad esempio, la si propone avendo ben chiaro che in tutti questi anni si è esagerato e lo si è fatto non per portare ad un’ulteriore crescita economica e al benessere ma, semplicemente, per garantire, quasi sempre, sacche di parassitismo che hanno determinato una crescita abnorme del debito pubblico con evidenti discriminazioni tra cittadini. Riduzione e razionalizzazione della spesa, liberalizzazione dei servizi, rilancio delle Università e tanti altri punti fondamentali. Chiediamoci se potranno mai essere realizzati da chi li ha sinora contrastati. L’onestà intellettuale dei lettori di questo quotidiano non potrà che portare a una risposta negativa. La scelta appare perciò obbligata, una scelta veramente nuova. Una nuova strada da percorrere visto che la vecchia è ormai disseminata dalle trappole create da chi ha gestito il potere in questi ultimi decenni. Una strada da Fare e percorrere con speranza:quella di lasciare alle spalle il peggio. Si può fermare il declino, basta fare la scelta giusta.

Pierluigi Mannino
Consigliere comunale di “Patto Per Cagliari”

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~ di Entronellantro su 8 febbraio 2013.

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