Sic transit gloria Monti

Era nell’aria ma in tanti non volevano sentire il frinire dei grilli e il ruggito del giaguaro. Il bettoliano già si vedeva con l’alloro del vincitore e strizzava l’occhio, non tanto velatamente, al professor Monti per un’eventuale stampella in Senato. L’apertura delle urne ha tuttavia riservato sorprese e un epilogo ben differente: il Cavaliere risorge e cede di poco alla Camera ipotecando il Senato. L’Italia si ritrova senza una maggioranza di Governo e non esiste più il jolly Monti. Il bocconiano ha giocato, male, le sue carte, ed è riuscito a malapena a strappare una manciata di senatori e uno sparuto manipolo di deputati. Ma del resto era partito con molteplici handicap: i frutti nefasti del suo governo tecnico e l’alleanza con Fini e Casini. Monti, scendendo in campo, pardon, salendo, si è sottoposto al giudizio degli italiani che non hanno perso l’occasione di esprimere il proprio disappunto verso chi, in tredici mesi, ne ha fatto carne da macello in nome di una missione salvifica per lo Stato. Sotto la bandiera dello spread e per i desideri dell’Europa, Monti ha applicato le peggiori teorie economiche fatte di vessazione e rigore e ha fatto l’errore, pur avendo in precedenza affermato che mai sarebbe entrato nell’agone politico, di impegnarsi politicamente trascinando con sé i reietti dalle coalizioni che lo vedevano come unica àncora di salvezza per restare in auge. Gli italiani, quelli che si sacrificano e lavorano hanno dato una pronta risposta alla “Scelta Civica” montiana, cinica e crudele: bocciata. Al professore e ai suoi discepoli rimane il voto dell’alta società civile che non rappresenta, certamente, la maggioranza del popolo. La salita in politica per il professore si è rivelata essere una rovinosa caduta, che potrebbe avergli precluso la strada verso il Colle, visto che si vociferava su una sua probabile elezione alla Presidenza della Repubblica, e verso un eventuale Monti bis. Con la sua bocciatura, gli italiani hanno anche voluto dare un giudizio negativo verso un’Europa che sembra interessarsi più di banche e finanza, che dei cittadini europei. Monti incarna in sé questo tipo d’Europa, fatto di numeri e cifre, e anche per questo è stato bocciato. È arrivato quarto, proprio come aveva profetizzato Wolfgang Munchau, editorialista del Financial Times, che con il professor Monti non è mai stato tenero, non ritenendolo adatto al ruolo per lui disegnato da una politica, quella italiana, in stato confusionale. Monti non se la prenda, del resto non è stato scelto solo dal 90% degli italiani. Quelli che studiano, lavorano e si sacrificano con la speranza di un futuro migliore. Sic transit gloria Monti.
Pubblicato il 27/02/2013 su Sardegna Quotidiano

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~ di Entronellantro su 1 marzo 2013.

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