estemporanea Natalizia

 

 

natale

Oggi è il Natale 2013 e i problemi sono sempre gli stessi, anzi più gravi: un’economia che stenta a riprendersi, bilanci familiari sempre più scarni, negozi sempre più vuoti, pance gorgoglianti e pance, poche, belle piene. Il governo nazionale vive di annunci e buone intenzioni, di anno in anno annuncia e, di norma, posticipa una ripresa che non arriva mai. Di contro arrivano nuovi balzelli e continui drenaggi di risorse, dalle tasche dei cittadini ai forzieri bucati di uno Stato incapace di comportarsi da buon padre di famiglia e capacissimo a scialacquare. Nonostante i malumori del popolo, il governante di turno annuncia l’immediata uscita dal tunnel, una galleria di lunghezza imprecisata e variabile, visto che nell’ultimo decennio si è ripetuto, costantemente, tale annuncio. Di anno in anno si rimanda l’uscita e l’Italia continua a vivere nel buio perenne. Regola fondamentale per far riprendere l’economia è lasciare risorse nelle tasche dei cittadini ma, evidentemente, questa è una prassi sconosciuta in certi ambienti. E’ il momento di leggi speciali, bisogna rimettere in discussione tutto e riequilibrare il sistema all’insegna dell’equità e della parsimonia. La macchina pubblica ha bisogno di una messa a punto e di un tagliando globale. Bisogna dare corpo a equità e merito. Le funzioni devono essere retribuite secondo il principio di parità a prescindere dal luogo in cui si esercitano. Gli stipendi della Pubbliche amministrazioni devono essere parametrati in base a efficienza e merito, partendo dall’assunto che la dirigenza, l’alta dirigenza, non debba avere retribuzioni superiori al 60% del compenso della più alta carica dello Stato. Non possono più essere tollerate, e elargite, pensioni più vicine ai compensi dei magnati del petrolio rispetto a trattamenti di quiescenza. La politica deve riprendere il primato sull’economia e riportare al centro della sua azione l’essere umano. Gli esempi potrebbero essere tanti e non è il caso di soffermarci vista l’imminente festività.

Adesso, però, tralasciamo le tristi vicende romane e concentriamoci su quelle nostrane. La Magistratura cagliaritana si sta dando tanto da fare per riportare un po’ di moralità nel palazzo che conta, il Consiglio regionale. Ogni giorno una sorpresa nuova e un aumento del disgusto dei cittadini che vedono come vengono spesi, male, i loro soldi. Non sembra esserci limite all’indecenza, con totale noncuranza i satrapi dilapidano risorse in quadri, rolex, rimborsi carburante e coppette d’argento. Diciamolo, uno schifo. Un malcostume imperante e trasversale che allontana i cittadini perbene dalla politica. E’ arrivato il momento di dire basta, di iniziare un nuovo percorso. Fatto di sacrifici per tutti, un percorso difficile ma risolutivo. Decisivo cominciare con un cambio di metodo, un nuovo modo di scegliere e decidere. Quando il candidato di turno verrà a bussare alla nostra porta, lo accoglieremo e ne ascolteremo le proposte, ma se il candidato è un eletto uscente dobbiamo, doverosamente, fargli delle semplici domande: Perché ti dovrei aiutare? Cosa hai realizzato in questi cinque anni? Quali sono i risultati della tua azione politica?

Solo se le risposte a queste domande saranno convincenti si potrà decidere di ridargli fiducia. Questo è il solo e unico modo di scelta democratica, il resto ha un nome: feudalesimo.

Detto ciò, ultimo ma non ultimo, non possiamo dimenticare il nostro caro Comune. In questa prima parte del mandato i risultati ottenuti dall’amministrazione guidata da Massimo Zedda sono chiari a tutti: il dramma del Poetto, lo stadio, la viabilità stravolta, un malcontento imperante, assessori persi per strada, annunci e promesse e indegna conclusione col regalo di Natale della Tares. Quelli dell’ “ora tocca a noi” sono contenti di un bilancio chiuso in attivo. Io, invece, ritengo fortemente che un Comune non debba chiudere i bilanci in attivo. E’ giusto avere risorse di emergenza, ma senza esagerare. Chiudere i bilanci in attivo significa che si è chiesto più del dovuto, o che si è stati incapaci di spendere, proficuamente, le risorse. O entrambe le cose. Ma l’amministrazione Zedda non ha mancato di riservare sorprese ai dipendenti comunali: a dicembre sono stati sospesi i pagamenti di straordinari e turnazioni relativi agli ultimi mesi dell’anno, ma al tempo stesso sono stati elargiti i premi di produttività alla dirigenza. Anche questo meccanismo necessiterebbe di una rivoluzione, premiando il vero merito ed evitando i premi non meritati. Ma di questo non potrà farsene carico il Comune, spetta al Legislatore.

Per concludere, sono stati presentati progetti di restyling delle strade e piazze vocate al commercio: mi auguro si abbia l’accortezza di pianificare al meglio gli interventi, con tempi certi e per lotti, al fine di non dare il colpo di grazia alle poche attività commerciali sopravvissute alla crisi.

Con la speranza che davvero il prossimo anno possa portare ad una svolta, con la consapevolezza che noi dobbiamo essere i primi attori di quel “cambiamento” che vogliamo – da uomini liberi e di buoni costumi, porgo a voi tutti un augurio di Buone feste.

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~ di Entronellantro su 25 dicembre 2013.

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