Riflessione per Cagliari2016

La consiliatura volge al termine, tra sei mesi sapremo chi avrà l’onore e l’onere di guidare la nostra Città.
Avere il privilegio di rappresentare i miei concittadini in questi anni é stata un’esperienza interessante e coinvolgente, avere la responsabilità di scegliere per altri é un qualcosa che ti mette a dura prova. Entrare a far parte di un mondo, dove spesso logica e buonsenso latitano, é stimolante e rafforza il credo di coloro che, come me, ritengono che si possa fare politica in maniera disinteressata con l’unico obiettivo di dare risposte a chi si aspetta concretezza dell’azione politica.

 
Per i primi sei mesi mi sono limitato, per lo più, ad ascoltare e studiare le regole del gioco perché credo sia fondamentale, per tutte le nuove
esperienze, un periodo di apprendistato. Un umile apprendista circondato da altri apprendisti e da maestri del gioco, quelli che frequentano Palazzo Bacaredda da diversi lustri. Quelli da cui pensi di poter imparare, quelli che dovrebbero indirizzarti e correggerti se sbagli. Passa il tempo e riesci ad inserirti attivamente nel gioco, cercando di dire la tua e con il solo scopo di portare dentro il Palazzo la voce di chi fuori aspetta risposte ai suoi piccoli e grandi problemi. Fai tue le istanze delle tante Cagliari che coesistono all’ombra del Castello, le stesse Cagliari di cui parlava il centrosinistra nel suo precedente programma elettorale. Quelle stesse Cagliari che, in gran parte, continuano ad aspettare risposte visto che, in sintesi, possiamo affermare che la consiliatura è caratterizzata dal giusto principio della continuità amministrativa (il progetto Poetto non lo si fa e non lo si finanzia in sei mesi!) e dalle operazioni di facciata degli “ora tocca a noi boys”. Ai tanti buoni propositi non sono seguiti i fatti.
L’attuale maggioranza, nelle dichiarazioni programmatiche, ha parlato di una macchina amministrativa poco efficiente e non dialogante, una macchina amministrativa mortificata da chi li aveva preceduti ed ora ci lasciano un’Amministrazione ancor più mortificata, impoverita è male organizzata.
I campioni della trasparenza, dell’efficacia, della responsabilizzazione hanno pensato bene, definendolo un “collo di bottiglia”, di eliminare il servizio appalti facendo gravare tutto sui singoli servizi. Questo, come chiesto in Aula, mi dà da pensare. Cui prodest?

 
Ancora rimane, per fortuna direi, una chimera il “porta a porta” per incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti. Bando saltato e tutto da rifare non tenendo in considerazione, ovviamente, il suggerimento di optare come prescrive la normativa vigente, quando possibile, di procedere per lotti funzionali autonomi, ossia per appalti frazionati. Un frazionamento che consentirebbe la partecipazione al bando delle piccole e medie imprese locali favorendo di fatto l’economia cittadina. Invece, si é privilegiato il mega appalto che andrà, come spesso accade, ai soliti noti. Ho provato a far inserire nelle linee guida del nuovo bando elementi di razionalizzazione (gli appalti per lotti funzionali autonomi di cui sopra,) ed equità (uso di apposite card per registrare il conferito e pagare, effettivamente, per i rifiuti prodotti) ma la maggioranza è rimasta sorda al suggerimento.
I paladini dell’ambientalismo che furono pronti a criticare l’eccessivo dispendio di denaro pubblico per i bisogni energetici comunali nulla hanno fatto per ridurre tale spesa e anzi, ci lasceranno una bolletta elettrica maggiorata e neanche un pannello fotovoltaico sui tetti dei palazzi comunali. E nonostante sia stata approvata la mia mozione per la sostituzione graduale di lampade a led nei palazzi comunali, siamo ancora al punto di partenza. Nulla di fatto salvo qualche nuovo lampione.

 
Poi, arriviamo al porto delle nebbie locali, l’assessorato all’urbanistica che continua ad essere una bolgia infernale per cittadini e professionisti tanto che al suo ingresso si potrebbe apporre la frase dantesca “lasciate ogni speranza voi che entrate”. Anche qui ho cercato di dire la mia proponendo la digitalizzazione totale delle pratiche, un dialogo continuo via Pec tra uffici e cittadini e la realizzazione di pagine di FAQ utili per cittadini e professionisti. Nulla da fare, la proposta è stata bocciata, forse perché non funzionale ad un certo modo di intendere la politica.

 
La mia azione politica ha spaziato in diversi campi, dalla tutela delle attività produttive locali con la proposta dell’istituzione di una consulta composta dai protagonisti dell’economia locale, dai sindacati e dai rappresentanti dei consumatori. Nulla di fatto anche qui, la proposta giace nei cassetti del Consiglio Comunale. Ma non demordo. E insisterò anche per la realizzazione di quanto approvato, su mia proposta, in merito al microcredito per sostenere le aziende in difficoltà. Proposta approvata all’unanimità ma non concretizzata preferendo agire sul fronte delle startup (quanto piace alla sinistra radical chic utilizzare terminologia inglese!) e del de minimis (con un bando talmente restrittivo che si è dovuta scorrere tutta la graduatoria per distribuire almeno una parte delle risorse stanziate)

 
Ancora, vista la situazione economica attuale ho pensato di proporre l’istituzione di un fondo con il 5 per mille in favore dei genitori separati, una delle principali cause di povertà, ma anche qui la maggioranza, sempre sensibile ai bisogni degli ultimi purchè siano d’importazione, ha fatto orecchie da mercante e ha respinto la proposta.

 

Concludendo, son trascorsi quasi 5 anni dall’avvio della consiliatura e in questi 5 anni i cagliaritani hanno dovuto subire i disagi portati da un numero eccessivo di cantieri, frutto di una programmazione frettolosa (in funzione della successiva campagna elettorale?) e superficiale, hanno subito un drenaggio continuo di risorse economiche (la TARI più alta d’Italia con il servizio peggiore d’Italia o quasi) per non parlare, poi, del traffico causato dalla politica del Traffic Calming (altro termine inglese che consiste, per lo più, in un restringimento di carreggiata) con conseguente aumento degli incolonnamenti e dello smog.

 

Insomma, possiamo dire che la rivoluzione annunciata dai Zedda’s Boys non c’è stata e Cagliari, tolta l’apparenza, non è migliore nè più ricca di 5 anni fa.
…ad maiora…

VIAROMA2

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~ di Entronellantro su 16 gennaio 2016.

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