Il prossimo 4 dicembre non ci giochiamo solo la Costituzione, ma la Democrazia

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#refendum #costituzione

Meno di una settimana al voto e i due schieramenti muovono le proprie armate, i sostenitori del Sì e del No riempiono tutti gli spazi possibili per sostenere la propria posizione in questa campagna referendaria sì va, via via, trasformando in qualcosa che va ben oltre il quesito referendario.

Il governo, con i suoi principali esponenti, non perde occasione per esternare le mirabolanti proprietà terapeutiche di questa riforma. A loro dire siamo di fronte alla soluzione definitiva, alla panacea di tutti i mali, al rimedio dei rimedi, siamo pronti, ormai, alla stura del gorgo italico.
Per il taumaturgo Renzi e la divina Boschi ormai ci siamo, grazie a questa riforma il Paese cambierà marcia e sarà pronto per ripartire.

Consentitemi qualche dubbio, questa riforma mina le basi democratiche del Paese, rende più difficile la partecipazione e porta via ampi margini di democrazia. Senza continuare oltre, posso arrivare ad affermare che il problema è ben più serio e va ben oltre la sfida tra il sì e il no. La domanda che dobbiamo porci è questa: siamo una democrazia?

Forse formalmente lo siamo ma in sostanza sono stati minati, negli anni, i pilastri di qualunque democrazia che si rispetti: conoscenza (cultura), libertà dal bisogno, senso di appartenenza e rispetto dell’autorità.
Le varie riforme nel campo dell’istruzione hanno rovinato il sistema scolastico, promozioni facili, eliminazione graduale del merito e svilimento della figura degli insegnanti.

Il mercato del lavoro è stato, via via, modellato per favorire i capitali e ridurre i lavoratori a numeri da usare e gettare all’occorrenza creando instabilità e rendendo il cittadino ricattabile e impotente davanti all’arroganza del potere. L’eliminazione graduale dell’insegnamento dell’educazione civica, la soppressione del servizio militare di leva e i cattivi esempi provenienti dalla Politica hanno allontanato i cittadini dalla Politica stessa e dal sentirsi parte di un’entità più grande: la Patria e lo Stato.

Tutto ciò ci ha resi sempre più individualisti e, di conseguenza, soli e indifesi contro un sistema che si sta creando. Un sistema in cui la politica non è più strumento per i cittadini ma servitore di una sovrastruttura economico finanziaria che vede nei confini e nel sistema democratico un nemico da abbattere. Più è ampia la partecipazione democratica e più diffuso il potere e meno è avvantaggiato il Leviatano finanziario.
In occasione del voto referendario del prossimo 4 dicembre dovremmo riflettere sul fatto che a favore della riforma renziana si siano schierati gli industriali e gli speculatori finanziari. Non deve farci paura lo spread ma chi lo manipola.

Il prossimo 4 dicembre non ci giochiamo solo la modifica costituzionale, la posta in gioco è ben più consistente: la Democrazia! Gli asserviti al sistema stanno giocando gli assi ma il loro è un bluff.

Meditate gente, meditate.

 

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=39687

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~ di Entronellantro su 28 novembre 2016.

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