“Vado via, anzi no”: Renzi, il politico sopravvalutatoContrordine compagni, scherzava! Colui che legò la sua carriera politica all’esito del referendum dello scorso 4 dicembre ha cambiato idea e rilancia, punta al 40% dei consensi

Contrordine compagni, scherzava! Colui che legò la sua carriera politica all’esito del referendum dello scorso 4 dicembre ha cambiato idea e rilancia, punta al 40% dei consensi.Facendosi ancora forte del risultato delle ultime europee, il PD prese il 40%, ma non tiene conto del fatto che quella tornata elettorale vide la partecipazione del 35% dell’elettorato e, come si sa, l’elettore del centrodestra, quando non sente l’elezione, è indisciplinato e diserta le urne. E questo è un particolare di non poco conto da tenere bene a mente.

Ancora, Renzi non tiene conto della sua, incredibile, capacità di unire i suoi avversari e la dimostrazione la si è avuta proprio nella tornata referendaria. In pratica, Renzi si sopravvaluta e non si rende conto che sta antipatico a gran parte dell’elettorato.

Non si rende conto che non è nelle condizioni di personalizzare ancora una volta la sfida elettorale, non si rende conto della superficialità e della pochezza della sua proposta. Dice cose scontate e dimostra di non aver fatto una attenta analisi di ciò che è successo il 4 dicembre. Intorno a lui i soliti sostenitori e compagni di (s)ventura che ostentano sicurezza ma che trasmettono superbia e arroganza. Renzi è riuscito a dimostrare che il rinnovamento non necessariamente passa per l’età anagrafica, D’Alema docet.

Il rinnovamento non è l’affrontare la politica con fare da spaccone, il rinnovamento è ribaltare prospettive, cambiare schema di gioco, capire quando, come e dove intervenire.

Anche qui, nei suoi 1000 giorni, ha dimostrato di essere incapace di rinnovare. Gli interventi posti in atto non hanno sortito effetti positivi. Jobs act, buona scuola, bonus e prebende varie hanno ottenuto il solito, fallimentare, risultato di chi vuole affrontare con arco e frecce chi ti attacca con carri e bombe.
Il problema del Paese è nella domanda e il Renzi che fa? Agisce sull’offerta. Dalle nostre scuole escono ragazzi sempre meno preparati e cosa fa il nostro campione? Propone l’alternanza scuola lavoro non preparandoli a scuola e abituandoli a un lavoro sottopagato. E sembra che il suo successore sia propenso a restare sugli stessi binari.

Insomma, non so quando si voterà ma se le premesse, e le promesse mancate, sono queste, ne vedremo delle belle.

Il centrodestra, o come lo volete chiamare, visto il malessere a sinistra e i problemi in casa 5 stelle, ha una grande opportunità per tornare ad essere guida del Paese, e magari a breve della nostra regione e, chissà, del comune. Per non buttare alle ortiche questa occasione deve solo mettere da parte i personalismi vari, la sindrome da primadonna sempre, purtroppo, presente e lavorare ad un programma serio, credibile e concreto e dando spazio a coloro che si riconosco in quell’area pur non facendone, formalmente, parte. Occorre fare un percorso inverso rispetto a quello solito, trovando ciò che unisce, mettendolo su carta, e successivamente individuare gli elementi idonei a trasformare il programma in realtà e, tra essi, scegliere colui che sia in grado, per formazione e capacità personali, di rappresentarne la sintesi.

I metodi di scelta possono essere vari, se si punta alla quantità potrebbero andar bene, ovviamente con regole ferree, le primarie ma se si punta alla qualità delle scelte si dovranno organizzare momenti di confronto più specifici e i responsabili di partiti e movimenti dovranno esserlo,oltre che di nome, anche di fatto e dimostrarsi capaci di scegliere il meglio non per sè ma per la collettività.

Questo si faceva un tempo, la bistrattata prima repubblica, e questo si deve rifare. Si chiama selezione della classe dirigente. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno. Una squadra non può essere fatta di soli centravanti e il centravanti non va da nessuna parte senza coloro che macinano un duro lavoro nelle retrovie.

Renzi è riuscito, con la sua presunzione, a privarsi degli uomini di retrovia circondandosi di accondiscendenti sparring partners e con questa scelta non poteva che finire come è finita. Non credo che nel campo avverso si voglia seguirne l’esempio. Buona riflessione.
Da Cagliaripad 

Annunci

~ di Entronellantro su 4 febbraio 2017.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...